Può sembrare un paradosso, ma in effetti non lo è più di tanto. 6200 chilometri in 37 tappe (più 10 giorni di sosta, riposo o visita) e 3400 di Africa, con molti di Sahara, non sono pochi, ci saranno condizioni non diciamo estrema ma comunque da tenere sotto controllo, sia dal punto fisico che mentale. Quindi allenarsi in questi giorni su distanze di 12o o 130 chilometri a temperature molto vicine allo 0, se non addirittura ben sotto, è una esercitazione al superamento di condizioni comunque difficili (ricordiamo che col freddo si consumano ben più energie…) e che richiedono una buona determinazione. Vi assicuro che muoversi alle 8.30 di mattina in bicicletta con la brina che imbianca i campi (e anche a volte anche spruzza l’asfalto) non è proprio del tutto naturale. Eppure i nostri “eroi” continuano ad uscire e a mantenere un buon allenamento. Questa domenica uscite separata con i due Alberti veneziani da soli (a dire il vero assieme al loro amico e collega del Pedale Veneziano Dino), nel loro territorio lagunare, verso i confini sud della provincia (direzione Chioggia per capirci), ad effettuare un’uscita di 85 chilometri caratterizzati da un forte vento che ha costituito un ulteriore motivo allenante (per lunghi chilometri, col vento contrario, è stato come affrontare una lunga salita nonostante il profilo altimetrico da encefalogramma piatto). Il gruppo bassanese invece, composto da Marzia, Mariangela, Antonio, Gian Pietro, Egidio, Francesco e Aldo, ha effettuato una piacevole escursione verso Follina con rientro per Col San Martino, Saccol, Valdobbiadene, Fener, per un totale di 119 chilometri in 4ore e 30 minuti.
Andatura da “spedizione”, senza alcuna forzatura, nè in salita nè in pianura, complice l’assenza di Romeo, in trasferta a Londra per trovare il figlio. Per andature più “spigliate” si aspetta il suo rientro e il programmato giro di domenica prossima sui Colli Berici (ammesso che si possa effettuare, dato che le previsioni parlano di temperature attorno ai -10 e a tutto c’è un limite, e certamente la sicurezza non deve mai essere messa a rischio…).
Peccato per Bepi Pavan e Joani, i fontanivari, che non ce l’hanno fatta ad aggregarsi al gruppo. Encomio speciale a Egidio, sempre sulle ruote ma senza alcuna difficoltà (almeno apparente), a parte la fame via via crescente.
Giornata assolutamente migliore del previsto. Queste uscite servono anche a ritoccare alcuni aspetti organizzativi, precisare determinati particolari, fissare date e paletti. Ormai gli aspetti principali sono chiariti, si sta procedendo con la prenotazione dei voli aerei di ritorno e le prenotazioni alberghiere. Insomma, considerando anche le esperienza precedenti, verrebbe da dire che siamo ad un ottimo puntoe che tutto sta procedendo per il meglio. Incrociamo le dita…